Il Marketing Tribale: l’importanza della comunità!

Vi è mai capitato di sentirvi più sicuri insieme al vostro gruppo? L’uomo, a partire dal suo primo passo sulla terra, ha sempre cercato di ritrovarsi in tribù o in comunità, per condividere le proprie esigenze, i propri interessi e le proprie ambizioni. Il Marketing Tribale nasce dall’avvento dei social media, strettamente legato al concetto di comunità. Bill Gates diceva che il web sarebbe diventato la nuova piazza del paese. Sembra proprio che non abbia sbagliato.

ll Marketing Tribale fa parte delle strategie di marketing non convenzionale tra le quali possiamo trovare anche il Viral e il Guerrilla Marketing. Queste strategie mirano ad attirare il consumatore in maniera non convenzionale, tralasciando le tecniche tradizionali di marketing che, ora come ora, non hanno più significato. Continua a leggere l’articolo per saperne di più!

Il Marketing Tribale:

Il Tribal Marketing è una strategia che mira a creare una comunità di consumatori, che  sono fan di prodotti e servizi promossi da un’azienda. Come afferma Seth Godin: “Il mondo è sempre stato organizzato in tribù, in persone che vogliono connettersi con gli altri attraverso un leader. I prodotti, i servizi e le idee che funzionano di più, sono quelli basati sul concetto di tribù. Apple, Harley Davidson sono marchi che hanno una tribù: avere uno di questi prodotti ci contraddistingue, ci rende parte di un gruppo e di una tribù di eletti“.

Nell’approccio del Marketing Tribale, la finalità è quella di valorizzare il prodotto attraverso la costruzione di una relazione tra più consumatori, una comunità appunto, dove ciascuno contribuisce attraverso aspetti personali.

L’obiettivo del brand non è quello di costruire una relazione con il cliente, ma è il cliente che deve mettersi in relazione con altre persone. Il prodotto è considerato un aggregatore di persone, che ruota attorno ad uno stile di vita nel quale il consumatore si riconosce.

Le tribù che si formano non hanno interessi commerciali, sono gruppi di fan all’interno dei quali si svolgono discussioni con scambi di informazioni e competenze. Il brand deve saper sfruttare questi gruppi, il cui giudizio può contribuire al successo del prodotto!

Un caso di Tribal Marketing: La Apple!

Ma davvero? Ma no. Vi devo confessare una cosa: non sono un grandissimo fan di Apple, ma è praticamente impossibile non citarla! E’ innegabile che dire Apple significa dire successo. L’azienda di Cupertino sembra non sbagliare un colpo, mai. Ma il Marketing Tribale è stata una strategia voluta? Oppure, la logica conseguenza di un grande successo?

La Apple, fin dalla sua nascita, ha voluto creare una tribù di fedelissimi facendo leva sul concetto di progresso tecnologico e sviluppo sociale. Partendo dal Macintosh, ai pc e ovviamente agli Iphone, Apple rappresenta una tendenza, un segno distintivo di innovazione e successo.

Avete presente le file davanti gli Apple store? Nell’attesa si crea la comunità. Chi aspetta parla con le altre persone delle caratteristiche del nuovo Iphone, di quelle precedenti, di quelle che saranno, creando un legame e un senso di appartenenza. Il brand Apple, ti fa accedere alla tribù, ti cambia la vita, ti fa riconoscere dagli altri. La tribù manifesta il proprio supporto al brand soprattutto su internet, sui social networks e nei forum.

Grazie alle innovative strategie di comunicazione e di Tribal Marketing, Apple ha allargato enormemente il suo bacino di utenza. Apple è considerata una delle compagnie globali con la maggiore diffusione e redditività, sicuramente superiore a qualsiasi impresa che opera nello stesso settore commerciale.

Per ulteriori informazionie sull’argomento, ti consiglio questi testi: Marketing non convenzionale: Viral, guerrilla, tribal, societing e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno, Marketing non convenzionale: Viral, guerrilla, tribal, societing e i 10 principi fondamentali del marketing postmoderno

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